I QUINDICIMILA PASSI - BUFFET LETTERARIO

Prossimo appuntamento con

“BUFFET LETTERARIO”,

gruppo di lettura della Biblioteca Filippo Farsetti

mercoledì 28 febbraio 2018

con il libro di Vitaliano Trevisan

“I quindicimila passi”

Copertina de I Quindicimila Passi

 

NOTIZIE BIOGRAFICHE E BIBLIOGRAFICHE VITALIANO TREVISAN

Vitaliano Trevisan è uno scrittore, attore e regista teatrale italiano. Nasce a Sandrigo, in provincia di Vicenza, nel 1960. Personalità eclettica, ha affiancato alla scrittura, in cui rivela grandi capacità di esprimere lacerazioni interiori e sofferenze del vivere, l’attività cinematografica e teatrale. Dopo una giovinezza trascorsa come impiegato nel settore edilizio e dell’arredamento, si dedica a lavori più manuali fino ad approdare alla letteratura. Dopo alcune prove letterarie di buona levatura, raggiunge il successo nazionale e la notorietà nel 2002 con il romanzo I quindicimila passi, apprezzato dalla critica, che racchiude i pensieri di un uomo, Thomas, dalle mille fobie e dai meccanici comportamenti ossessivo-compulsivi. Il libro ha ricevuto il Premio Lo straniero e il premio Campiello Francia 2008 (terza edizione del Campiello Europa).


Nel 2003 è l'attore protagonista, nonché co-sceneggiatore, del film Primo amore di Matteo Garrone, girato a Vicenza, in concorso al 54º Festival di Berlino. È attore nel film Il riparo di Marco Simon Puccioni (miglior film al festival di Annecy nel 2007), oltre che nel film Dall'altra parte del mare di Jean Sarto. Nel 2009 ha un importante ruolo nella serie televisiva R.I.S. Roma - Delitti imperfetti di Fabio Tagliavia.


I suoi testi teatrali sono stati messi in scena da Valter Malosti, Renato Chiocca e Toni Servillo; di recente pubblicazione per Einaudi i Due monologhi, ossia Oscillazioni e Solo RH portato in scena nell'edizione del Festival delle Mura 2007 da Roberto Herlitzka. Nel 2012 il regista Michele Angrisani scrive il copione di uno spettacolo teatrale liberamente tratto dal romanzo Il ponte. Un crollo; questo verrà poi portato in scena dalla compagnia teatrale Il Canovaccio, per la regia di Antonello Pagotto e con Diego De Francesco nella parte del protagonista.


Nel 2017 vince il Premio Riccione, il più antico e prestigioso premio italiano di drammaturgia, dove già nella precedente edizione (2015) aveva ottenuto la "Menzione Franco Quadri" per la scrittura che maggiormente coniuga la lingua teatrale con quella letteraria.


Nel 2016 scrive Works, un romanzo autobiografico valutato molto positivamente dalla critica letteraria. In quest’opera Vitaliano Trevisan racconta il lavoro nel luogo in cui è una religione, il Nordest, dagli anni Settanta fino agli anni Zero. E attraverso questa lente scandaglia non solo le mutazioni del nostro Paese, ma la sua stessa vita: il fallimento dell'amore, i meccanismi di potere nascosti in qualunque relazione, la storia della propria e di ogni famiglia, che è sempre «una storia di soldi». Trevisan racconta gli anni Settanta schiacciati tra politica ed eroina, cui sembra essere sopravvissuto quasi per caso, la storia di un matrimonio e della sua fine, le contraddizioni del mondo della cultura - dove per ironia della sorte la frase piú ripetuta è «non ci sono soldi», la stessa che gli propinava il padre - e la sofferenza psichica, il percorso pieno di deragliamenti di un ragazzo destinato a fare lo scrittore.


Romanzi
1998 Trio senza pianoforte
2002 I quindicimila passi. Un resoconto
2003 Un mondo meraviglioso. Uno standard
2007 Il ponte. Un crollo
2016 Works

Raccolte di racconti
2002 Standards vol. 1°
2004 Shorts e Wordstar(s). Trilogia della memoria
2009 Grotteschi e arabeschi

Drammaturgie
2005 Il lavoro rende liberi
2006 Oscillazioni
2008 3 drammi brevi
2009 Due monologhi
2011 Una notte in Tunisia

Libretti
2007 Note sui sillabari
2009 Madre con cuscino

Saggistica
2010 Tristissimi giardini

Fonti

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