AZZURRO PALLIDO - BUFFET LETTERARIO

Prossimo appuntamento con

“BUFFET LETTERARIO”,

gruppo di lettura della Biblioteca Filippo Farsetti

mercoledì 22 novembre 2017

con il libro di Franz Werfel

“Una scrittura femminile azzurro pallido”

 

Copertina de Una Scrittura Femminile Azzurro Pallido

 

NOTIZIE BIOGRAFICHE E BIBLIOGRAFICHE FRANZ WERFEL

Franz Werfel è stato uno scrittore e drammaturgo austriaco naturalizzato statunitense, di origine ebraica, nato a Praga il 10 settembre 1890 e morto a Los Angeles il 26 agosto 1945.

Considerato uno dei maggiori esponenti della poesia espressionistica di lingua tedesca, per opere quali Der Weltfreund (L’amico del mondo) 1911; Wir sind: neue Gedichte (Noi siamo, 1913).

Figlio di un commerciante ebreo di Praga. Allo scoppio del conflitto mondiale nel 1914, nonostante la sua indole votata al pacifismo, si arruolò nell’esercito austriaco per combattere sul fronte russo e servire in mansioni di ufficio stampa.

Nel 1918 terminata la guerra, si trasferì a Vienna dove sposò la vedova di Gustav Mahler. Nel 1920 scrisse il romanzo “Il colpevole non è l’assassino ma la vittima”. Verso il 1920, tuttavia l’afflato espressionista si spense in Werfel che trovò ben presto nuove vie con la tematica storica: “Juarez e Massimiliano” 1924, dramma storico da cui venne tratto il film Il conquistatore del Messico (Juarez, 1939); Verdi, il romanzo dell’opera (1924), Werfel era fervente ammiratore della musica verdiana. Nel 1929 scrisse il romanzo “Barbara oder die Frommigkeit” opera in cui rivive la monarchia asburgica, con al centro la figura materna di una vecchia serva fedele.

Nel 1933 compose “I quaranta giorni del Mussa Dagh”, vero e proprio racconto epico della resistenza armena e del genocidio di quel popolo ad opera dei turchi.

Nel 1937 scrisse “Nel crepuscolo di un mondo”, nel 1941 “Il canto di Bernadette” biografia della santa di Lourdes nella quale lo scrittore manifesta le sue simpatie verso il cattolicesimo. Nel 1943 il cineasta Henry King ne trasse un film “Bernadette”, di grande impatto emotivo e successo popolare.

Nel 1941 scrisse il romanzo “Una scrittura femminile azzurro pallido”.

Nel 1944 scrisse Jacobowsky und der Oberst dramma storico da cui è tratto il film Io e il colonello nel 1958.

Altra opera pubblicata nel 1946 fu “Stern der Ungeborenen” romanzo di viaggio, fantastica descrizione di un mondo avvenire, occasione per un racconto pieno d’umorismo e mistico messaggio dell’umanità.

Opere principali tradotte in italiano

1911 L’amico del mondo
1913 Noi siamo
1920 Il colpevole non è l’assassino ma la vittima.
1924 Juarez e Massimiliano; Verdi, il romanzo dell’opera
1929 Barbara
1933 I quaranta giorni del Mussa Dagh
1937 Nel crepuscolo di un mondo
1939 Un posto in paradiso
1941 Il canto di Bernadette
1941 Una scrittura femminile azzurro pallido
1944 Jacobowsky und der Oberst1946 Stern der Ungeborenen

Fonti:

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