IL GATTOPARDO - BUFFET LETTERARIO

Prossimo appuntamento con

“BUFFET LETTERARIO”,

gruppo di lettura della Biblioteca Filippo Farsetti

mercoledì 12 aprile 2017

con il libro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

“Il Gattopardo”

Copertina de Il Gattopardo

 

NOTIZIE BIOGRAFICHE E BIBLIOGRAFICHE DI GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA

Giuseppe Tomasi di Lampedusa fu uno scrittore italiano nato a Palermo il 23 dicembre 1896 e morto a Roma il 26 luglio 1957. Di famiglia nobile, suo padre era Giulio Maria Tomasi e la madre Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò. Giuseppe Tomasi era 12° Duca di Palma e Montechiaro, 11° Principe di Lampedusa, Barone della Torretta e Grande di Spagna di prima classe, titoli acquisiti dopo la morte del padre nel 1934. Il casato dei Tomasi di Lampedusa è una diramazione della famiglia Tomasi da cui discendono anche i Leopardi di Recanati. Dopo la morte della sorella nel 1897 rimase figlio unico. Era molto legato alla madre con la quale passava lunghi periodi di vacanza a Santa Margherita Belice dove la famiglia aveva una dimora.
Nel 1911 frequentò il liceo a Roma e in seguito a Palermo. Nel 1915 s’iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza senza terminare gli studi. Nello stesso anno venne chiamato alle armi come ufficiale d’artiglieria e nella disfatta di Caporetto fu catturato dagli austriaci che lo imprigionarono in Ungheria. Riuscito a fuggire tornò a piedi in Italia. Rimase nell’esercito fino al 1925 in seguito si ritirò a vita privata (anche perché avverso al fascismo), viaggiando e dimorando per lunghi periodi all'estero. Il 24 agosto 1932 a Riga sposò la studiosa di psicanalisi Alexandra Wolff Stomersee. Nel 1953 iniziò a frequentare un gruppo di giovani intellettuali dei quali facevano parte Francesco Orlando e Gioacchino Lanza Mazzarino che fu adottato dallo scrittore prendendo il nome di Gioacchino Lanza Tomasi.
Nel 1925 a Genova con il  cugino Lucio Piccolo collaborò alla rivista letteraria “Le opere e i giorni”. Nel 1954 ritornò a fare visita al cugino a San Pellegrino Terme dove conobbe Eugenio Montale e Maria Bellonci. Dal 1954 al 1956 tornato in Sicilia scrisse il Gattopardo suo unico romanzo che ebbe un successo strepitoso sia in Italia e che all’estero ma solo dopo la sua morte avvenuta a Roma nel 1957 per  un cancro ai polmoni. 
Il romanzo, infatti,  non venne subito pubblicato quando Tomasi era ancora in vita perché Elio Vittorini, che influenzava le pubblicazioni di Mondadori e Einaudi, lo giudicò negativamente. Tomasi fu molto amareggiato per questo rifiuto. Solo grazie a Elena Croce e Giorgio Bassani il romanzo fu pubblicato da Feltrinelli nel 1958 e nel 1959 vinse il Premio Strega. Nel 1963 L. Visconti ne trasse il celebre film omonimo. 
La narrazione s'impernia sulla figura del principe Fabrizio Salina, un aristocratico illuminato, all’epoca dello sbarco dei Mille, in cui T. ha in parte evocato la figura del bisavolo paterno, ma soprattutto ha ritratto sé stesso, nella sua più segreta intimità. Di qui il denso contrappunto critico, psicologico e morale che sigla l'unità lirica del racconto, scandito in episodi staccati, in bilico tra la narrazione propriamente detta e il saggio. Nel 1961 è stato pubblicato un volume di Racconti, composto di tre racconti veri e propri (Il mattino di un mezzadro; La gioia e la legge; Lighea) e di un lungo scritto autobiografico, I luoghi della mia prima infanzia. Postume sono anche apparse le raccolte di saggi Lezioni su Stendhal (1977), Invito alle lettere francesi del Cinquecento (1979) e Letteratura inglese: dalle origini al Settecento (1990).

Opere principali pubblicate postume
1958 Il Gattopardo
1961 Racconti (Il mattino di un mezzadro, La gioia e la legge, Lighea)
I luoghi della mia prima infanzia
1977 Lezioni su Stendhal
1979 Invito alle lettere francesi del Cinquecento
1990 Letteratura inglese: dalle origini al Settecento

Fonti

torna all'inizio del contenuto