Comune di Santa Maria di Sala
Città Metropolitana di Venezia

QUANTA STELLA C'E' NEL CIELO - GENNAIO 2022

Il Gruppo di Lettura Buffet Letterario leggerà il romanzo di Edith Bruck,
“Quanta stella c’è nel cielo” in lettura per il 74° incontro del gruppo
mercoledì 26 gennaio 2022 ore 20.30 online

NOTIZIE BIOGRAFICHE E BIBLIOGRAFICHE EDITH BRUCK
 
Edith Bruck nome d'arte di Edith Steinschreiber è una scrittrice, poetessa, traduttrice regista e testimone della Shoah ungherese naturalizzata italiana. Edith Steinschreiber, poi Bruck dal cognome acquisito dal terzo marito sposato per evitare il servizio militare obbligatorio, nasce a Tiszabercel il 3 maggio 1931, e cresce a Tiszakarád, un piccolo villaggio ungherese ai confini della Slovacchia. È l'ultima dei sei figli di una povera famiglia ebraica. Conosce, fin dall'infanzia, l'ostilità e le discriminazioni che nel suo Paese, come nel resto d'Europa, investono gli ebrei. Nella primavera del 1944, a tredici anni, dal ghetto di Sátoraljaújhely viene deportata ad Auschwitz e poi in altri campi tedeschi: Kaufering, Landsberg, Dachau, Christianstadt e, infine, Bergen-Belsen, dove verrà liberata, insieme alla sorella, nell'aprile del 1945. Non faranno ritorno la madre, il padre, un fratello e altri familiari. Dopo la liberazione da parte degli anglo-americani tenta il rientro in Ungheria, nella sua casa; ben presto scopre però che la fine della guerra non significa pace né accoglienza, ma nuove difficoltà e, soprattutto, nuove peregrinazioni alla ricerca di un posto nel mondo dove poter vivere. Nel 1946 raggiunge in Cecoslovacchia una delle sue sorelle maggiori, salvate da Perlasca a Budapest, ma il tentativo di ricongiungimento fallisce. Nel settembre del 1948 raggiunge Israele, a ridosso della nascita del nuovo Stato. Qui - per evitare il servizio militare - si sposa e prende il cognome che ancora oggi porta: Bruck. Nel 1954, spinta dall'impossibilità di inserirsi e di riconoscersi nel Paese immaginato "di latte e miele", non riuscendo ad accettare la realtà segnata da conflitti e tensioni, giunge in Italia e si stabilisce a Roma, dove ancora oggi risiede. Con l'opera Chi ti ama così – edita nella collana "Narratori" diretta da Romano Bilenchi e Mario Luzi per Lerici editori nel 1959 – Bruck inizia la sua carriera di scrittrice e testimone della Shoah adottando la lingua italiana, una «lingua non mia», che, secondo l'autrice, le offre quel distacco emotivo che le consente di descrivere le sue esperienze nei campi di concentramento. Dopo i primi racconti di deportati pubblicati negli anni immediatamente successivi alla guerra, Edith Bruck, assieme a Emilio Jani, Piera Sonnino, Ruth Weidenreich Piccagli e Corrado Saralvo, fa parte di quella seconda generazione di testimoni che nel decennio 1959-69 produce in Italia nuovi importanti memoriali dell'Olocausto, prima della grande proliferazione di racconti successiva agli anni novanta. A differenza dei primi testimoni della Shoah, Bruck non limita la sua narrazione agli eventi nel lager, ma racconta la sua infanzia prima della sua deportazione e l'ostilità continua dell'Europa verso i sopravvissuti, anche dopo la guerra. È solo l'inizio di una vasta produzione letteraria, che non si limita ai temi dell'Olocausto. A Roma inizia anche un lungo sodalizio sentimentale e artistico con il poeta e regista Nelo Risi - che diverrà` suo marito - il quale, tra l'altro, trae da un racconto della Bruck il film Andremo in città nel 1966, sceneggiato da Cesare Zavattini e con protagonisti Geraldine Chaplin e Nino Castelnuovo; così il tema della Shoah assume per Bruck potenzialità cinematografiche, che ha già sperimentato in quegli anni come consulente di Gillo Pontecorvo nella realizzazione di Kapò. Collabora nel frattempo con alcuni giornali, fra cui Il Tempo, il Corriere della Sera e Il Messaggero, intervenendo in diverse occasioni intorno ai temi dell'identità ebraica e della politica di Israele. Nel 1971 la sua prima opera teatrale, Sulla Porta, è messa in scena al Piccolo Teatro di Milano e al Teatro Quirinale di Roma. È tra i fondatori del Teatro della Maddalena di Roma, dove l'opera Mara, Maria, Marianna (di Bruck, Maraini, e Boggio) è presentata nel 1974, seguita l'anno successivo da "Per il tuo bene". Si cimenta anche nella regia, girando il film Improvviso, nel 1979 (storia dell'educazione di un adolescente all'interno di una famiglia cattolica), e più tardi il film per la televisione Un altare per la madre (1986), tratto dall'omonimo romanzo (del 1978) di Ferdinando Camon. Collabora alla sceneggiatura del film Fotografando Patrizia (1984) di Salvatore Samperi e gira qualche documentario di viaggio. Ha tradotto, spesso in collaborazione con Risi, i più grandi poeti ungheresi, Gyula Illyés, Ruth Feldman, Attila József e Miklós Radnóti, e presentato Renukā. Malgrado l'avanzare dell'età e il peso che l'attività comporta (come raccontato nel libro Signora Auschwitz), Edith Bruck non rinuncia alla propria missione di portare la propria testimonianza presso scuole e università in tutta Italia. Alle memorie degli anni quaranta, si aggiunge la memoria del sodalizio con Nelo Risi – scomparso novantacinquenne nel 2015 – e, in particolare nel romanzo La rondine sul termosifone (2017), si narra la lunga assistenza che Bruck, assieme alla badante Olga, gli ha prestato in casa negli ultimi undici anni, quando il poeta è stato affetto da una malattia neurodegenerativa che ne indeboliva il corpo e cancellava la memoria. Nel 2018, l'Università di Macerata decide di rieditare presso la propria editrice (eum) il corpus poetico fondamentale di Edith Bruck, che consta delle tre raccolte Il tatuaggio (Guanda, 1975), In difesa del padre (Guanda, 1980) e Monologo (Garzanti, 1990). Nel novembre dello stesso anno riceve la laurea honoris causa in Informazione, Editoria e Giornalismo dall'Università Roma Tre. Il mese precedente le era stata conferita, unitamente a Emma Bonino, l'onorificenza "Guido II degli Aprutini" da parte dell'Università di Teramo. Nel gennaio 2019 il presidente Sergio Mattarella nel corso delle celebrazioni della Giornata della Memoria la invita a testimoniare la sua esperienza al Quirinale. Il 24 ottobre 2019 l'ateneo maceratese le conferisce la laurea honoris causa in Filologia moderna, mentre esce il libro Ti lascio dormire, dedicato a Risi. A settembre del 2020 il ministro della salute Roberto Speranza vuole la scrittrice e testimone della Shoah nella commissione per riformare il «sistema di assistenza sanitaria e socio-sanitaria alla popolazione anziana, puntando su servizi sul territorio, assistenza domiciliare e sanità digitale». Il 20 febbraio 2021 papa Francesco ha fatto visita a Edith Bruck, nella sua casa romana; nel salutarla, ha detto: «Sono venuto qui da lei per ringraziarla della sua testimonianza e rendere omaggio al popolo martire della pazzia del populismo nazista e con sincerità le ripeto le parole che ho pronunciato dal cuore allo Yad Vashem e che ripeto davanti ad ogni persona che come lei ha sofferto tanto a causa di questo: perdono, Signore, a nome dell’umanità». Il 29 aprile 2021 le è stata conferita l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il 5 maggio 2021 viene annunciato dal Comune di Acqui Terme che Edith Bruck è la Testimone del Tempo del Premio Acqui Storia 2021. Il 28 agosto 2021 viene insignita del Premio Viareggio nella sezione Narrativa per il romanzo autobiografico Il pane perduto.

Opere narrative

1959 Chi ti ama così
1962 Andremo in città; E’ Natale, vado a vedere
1969 Le sacre nozze
1974 Due stanze vuote
1978 Transit
1979 Mio splendido disastro
1988 Lettera alla madre
1993 Nuda proprietà
1995 L’attrice
1997 Il silenzio degli amanti
1999 Signora Auschwitz
2002 L’amore offeso
2004 Lettera da Francoforte
2009 Quanta stella c’è nel cielo
2010 Privato
2014 Il sogno rapito
2017 La rondine sul termosifone
2019 Ti lascio dormire
2021 Il pane perduto

Fonti https://it.wikipedia.org/wiki/Edith_Bruck
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